charleston

Mi chiamo Stefano, figlio di Serafino, che a pochi mesi di vita (1940) era morente per la tubercolosi , mio nonno visto così mandò a prendere degli abiti abbastanza decenti per seppellirlo (visto che la miseria era grande) ma il neonato nel tempo trascorso per rimediare i vestiti si riebbe fino a mostrare appetito e a riprendere le funzioni vitali.


culto aperto

Ringrazio il Signore perché si è manifestato nella mia vita. Mi chiamo Mircio e provengo dalla Bulgaria. Fino all'età di 24 anni non ero a conoscenza che esistesse un Dio. Non avevo nemmeno l'idea che il libro chiamato Bibbia fosse la Parola di Dio, fonte della vita. Nelle discussioni nelle quali mi trovavo e dove il tema era Dio, si discuteva senza nessuna conoscenza spirituale, ma con la sola intelligenza umana; né quelle discussioni, né la Chiesa Cristiana Ortodossa, a cui appartenevo, mi erano di aiuto per conoscere il Signore Gesù personalmente.


zurigo

Sono grata a Dio per la Sua grazia; è con gioia che testimonio com'è entrato nella mia vita, sono 6 anni che ho ricevuto questo miracolo, il dono della salvezza, una grazia che viene solo da Dio. La mia vita senza il Signore era piena di dubbi, incertezze e paure. Sono cresciuta in una famiglia cattolica e mi sono confessata per l'ultima volta a vent'anni (quando mi sono sposata): compresi che era molto ridicolo, così come le messe per i morti.


radioamatore

Mi chiamo Gabriele ho 33 anni sono di Rimini e voglio in breve raccontare come il Signore mi ha salvato. Era l'estate del 1990 avevo appena finito il servizio militare e mi sentivo autorizzato a prendermi alcuni mesi di "riposo" così essendo in contatto con una azienda che mi avrebbe assunto a settembre dal 24 di maggio (giorno del mio congedo) cominciai a prendermi quelle "libertà" a cui per un anno dovetti rinunciare.


telaio

Mi chiamo Adele Intrusi, ma tutti mi conoscono col cognome di mio marito cioè Faedi. Sono nata il 18 ottobre del 1933 a Gambettola. La mia infanzia è stata molto travagliata come anche per mio marito Enzo che proveniva da una famiglia divisa e fu mandato in collegio.

Nel 1954 ci sposammo e nel 55 nacque la nostra prima figlia Rita. Enzo faceva il muratore e io lavoravo in casa con una macchina per tessere la tela. Ero malata in quel tempo, colpita da una malattia del sangue, chiamata l'eritema nodoso, che deformava le gambe e venivano grossi noduli e gonfiori.